Pace, carota, patata... Così si usava dire "un tempo", sereno e Felice (+ o meno)...
Di questi tempi si notano le bandiere inneggianti alla pace, fuori da negozi e case private. Vuol essere un'adesione, vuol essere una Testimonianza. Sì, ma, riflettendo: a che cosa? A chi? Cioè, si vuol dire che, quando non si pone all'esterno tal orgoglioso vessillo si inneggia invece alla guerra? Non siamo (quasi) tutti e (quasi) in ogni caso contrari alle guerre? Non si rischia di cadere in un gioco ipocrita di retorica superficiale? D'accordo, direte voi, viviamo in un mondo superficiale, come non manca di ricordarci in ogni momento il livello dei giornalisti approssimativi.
La maturità di una società, e questa resta mia personale convinzione a prescindere, si misura nel motto di Voltaire: più sono capace di rispettare l'altro, soprattutto quando diverso e militante in opinioni contrarie alle mie, nonchè lottando perchè si possa esprimere, direttamente proporzionale dimostro la mia maturità; qualsiasi motivo che mi porti a muovere guerra al diverso denunzia il mio difettare in ciò.
Mi si obbietta del nemico: se qualcuno mi attacca e vien a fare il prepotente in casa mia.... sarà pur lecito combattere? Resta ovvia la legittima difesa, oppure anche no? Sta alla scelta di ciascuno. Certo. Così come si aspetta aiuto chi l'aiuto lo chiede.
Ma una Cultura della convivenza pacifica, passata attraverso la scottatura dei disastri bellici, perfino di planetaria caratura "mondiale", non dovrebbe avere insegnato la lezione? E non dovrebbe essere fondamento delle religioni, di ogni culto religioso, la promozione della pace? Un tal Gesù Cristo non parlava di "porgere l'altra guancia"? Ed al contrario, in nome suo, secoli e secoli dopo il suo messaggio, l'umanità non ha caldamente creato delle assurde "guerre di Religione"? Con quale scusa? Quella della supremazia di una religione sull'altra. Delle vendette, del proteggere cose o Persone.
Eppure le guerre danno vantaggio esclusivamente a chi produce armi, e si noti bene, un mero vantaggio economico, niente affatto etico. Anzi. Eppure, ancora oggi, dopo tre-4 mila anni dall'inizio ufficiale della Storia di questo ciclo dell'umanità, dopo oltre venti secoli di cristianesimo, 22 di Lao-tsuesimo, circa 15 di religione musulmana, eccetera eccetera, le guerre restano uno dei principali business. Rendono ricchi pochi, distruggono molti e cambiano gli equilibri chimico-fisici del pianeta.
Come possiamo pretendere l'entusiasmo delle missioni spaziali, nell'illusione infantile di cercare civiltà aliene, quando fatichiamo a convivere tra di noi, o con gli altri Animali che affollano questo mondo?
Con quale ipocrisia esponiamo dal davanzale una bandiera di Pace quando odiamo d'acchito il pedone o l'altro automobilista? Come pretendiamo rispetto dagli altri, se noi per primi, fregandocene del codice stradale, tagliamo la strada a chi ha la precedenza? Non so quante volte Charles Darwin, dacchè è morto, si sia rivoltato nella tomba....e se abbia fallato o meno compromettendosi con la teoria evolutiva. Ma una cosa è certa. Fino a quando l'uomo costruirà fabbriche belliche e le diplomazie delle nazioni lavoreranno per mantenere motivi di guerra, bandiere esposte o meno, non potrà avere senso blaterare a vanvera di pace.
Simone Riberto (18/03/2022)